ISEM Home > Eventi > «L'energia solare per il futuro della Sicilia» (Roma, 18 maggio 2011)

Il 18 maggio alla Camera il Seminario "Marcello Carapezza"

Fabio Carapezza Guttuso il 18 Maggio alla Camera per il Seminario "Marcello Carapezza"«L'energia solare per il futuro della Sicilia»

Il Seminario "Marcello Carapezza" 2011 si è svolto il 18 maggio alla Camera dei  Deputati.  Alla giornata -- che ha fatto il punto sullo stato e le  conseguenze del boom dell'energia solare nella regione più grande e soleggiata d'Italia --  hanno preso parte il presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi  sanitari regionali, On. Leoluca Orlando; il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Palermo, Marcello Cacace; l'imprenditore Fabrizio Macchiarella; la teorica delle energie rinnovabili Claudia Bettiol; e il presidente  di Legambiente Sicilia, Domenico Fontana.

Il coordinatore delle attività del Polo Solare della Sicilia, Mario Pagliaro, ha presentato uno studio aggiornato [PDF] sull'energia solare in Sicilia.

Insieme ad imprenditori, manager e ricercatori di tutta Italia, erano presenti presso la bella Sala della Mercede anche due dei quattro figli di Marcello Carapezza, Fabio Carapezza Guttuso (nella foto), e Maria Luisa Carapezza.

Leoluca Orlando: "Le ali, e le radici"

Leoluca Orlando apre il Seminario "Marcello Carapezza" il 18 Maggio 2011 alla Camera«E' un onore e un piacere -- ha esordito Leoluca Orlando, storico sindaco della "Primavera di Palermo" -- aprire un seminario dedicato a Marcello Carapezza. Chiunque, come me, abbia vissuto ed operato a Palermo in quegli anni ricorda la grandezza, il garbo e l'operosità di Marcello per il bene della nostra città e della nostra terra.

«Ed esattamente come un politico pensa alle prossime elezioni, mentre uno statista pensa alle prossime generazioni, chi lavora nel campo dell'energia rinnovabile opera per le prossime generazioni. Ma -- ha aggiunto il presidente della Commissione parlamentare di  inchiesta sugli errori in campo sanitario -- io mi sono stancato di dire che è bello fare una cosa morale perché è giusto; che è bello fare una cosa eticamente corretta perché è giusto.

«In piena logica protestante, dico che è giusto ed è bello fare una cosa morale come l'energia solare perché è conveniente. Le cose che sono giuste ed eticamente desiderabili sono convenienti. Sono convenienti per gli imprenditori e per le imprese; e lo sono per le persone che ci lavorano.

«Ed ecco perché ci siamo subito prestati a fare da tramite per organizzare alla Camera dei Deputati un seminario dedicato all'energia solare in Sicilia. Perché è una cosa che porta sviluppo insieme al risanamento ambientale

«Vedete, ha concluso la sua prolusione il portavoce nazionale di Italia dei Valori, noi viviamo in un'epoca di eterno presente: priva di memoria. Ma c'èra un musicista austriaco, cieco dalla nascita, che divenne un grandissimo compositore. Capace, lui diceva, di supplire con l'udito e gli altri sensi a questa grande carenza della vista.

«A chi gli chiedeva come avesse fatto a vivere e creare senza la vista lui rispondeva che i suoi genitori gli avevano dato un dono molto più grande della vista. 'I miei genitori, diceva lui, mi hanno dato un dono più grande della vista. Mi hanno dato le radici. E mi hanno dato le ali'. 

«Se viviamo solo di radici, viviamo solo di identità che invecchiano e muoiono. Se viviamo solo con le ali, siamo preda di tutti i veniti e di tutte le sollecitazioni. Dobbiamo vivere ed operare come quel musicista. E un seminario che approfondisce la storia e le prospettive -- le radici e le ali - di un settore come quello dell'energia pulita nella regione più grande e forse più bisognosa di queste tecnologie, va esattamente in questa direzione.

«Buon lavoro!».

Mario Pagliaro: "In Sicilia raggiunta e superata la parità di costo"

«In Sicilia -- ha spiegato Il coordinatore delle attività del Polo Solare della Sicilia, Mario Pagliaro -- un imprenditore corsista del Solar Master nel corso del 2010 ha acquistato e fatto installare moduli fotovoltaici di nuova generazione a 84 centesimi di euro a Watt

Photogallery del VI Seminario "Marcello Carapezza"«Questo significa -- ha aggiunto Pagliaro -- che 1 chilowattora solare in Sicilia costa meno di 18 centesimi contro i 22 praticati dagli elettrofornitori a famiglie e imprese. Quindi, nella regione più grande e soleggiata d'Italia, la parità di costo è stata da tempo raggiunta e superata. E lo stesso vale per il solare termico con cui prodursi l'acqua calda. Perché come osservava il nostro amico economista Carlo Scarpa nel 2004 il prezzo del metano nella capitale della Sicilia era già quasi del 50% superiore a quello di Milano. E oggi che ha praticamente raggiunto il valore di 1 euro per metro cubo, il tempo di rientro dall'investimento per alberghi, ospedali, famiglie è inferiore ai 18 mesi.

 «In altre parole, famiglie e imprese in Sicilia devono adottare con urgenza le tecnologie dell'energia solare. E oggi -- ha concluso Pagliaro -- vi mostreremo come questo processo sia ormai in corso».

Fabrizio Macchiarella: Riformare la legislazione e solarizzare tutti i tetti

Fabrizio Macchiarella al Seminario "Marcello Carapezza" il 18 Maggio 2011 alla Camera «Ho subito accettato l'invito del Cnr -- ha esordito l'imprenditore Fabrizio Macchiarella, amministratore della Eco´s di Palermo -- ad intervenire alla Camera ad un seminario di questa importanza. Perché questa è la sede giusta per denunciare l'assurdità della legislazione vigente in Sicilia che limita e ha limitato in modo incredibile la solarizzazione dei tetti della Sicilia.

«Come sapete la Sicilia è una regione autonoma, dotata di uno Statuto speciale che le dà potestà che ad altre regioni sono negate. Sembra però che noi si utilizzi l'autonomia per farci del male; anche nel caso dell'energia solare.

«La Sicilia è l'unica regione italiana -- ha continuato l'imprenditore cha fra l'altro costruito sui capannoni dell'azienda "Alizoo Terre dei Fiori" il più grande tetto fotovoltaico attualmente esistente in Sicilia -- in cui per realizzare la connessione alla rete elettrica di un impianto fotovoltaico di taglia significativa costruito su un tetto occorre rifarsi ad un regio decreto del 1933 che non è più in vigore da decenni nelle altre regioni italiane.

«Questo decreto prevede che per iniziare i lavori di scavo, anche di un solo metro, per realizzare il cavidotto e connettere l'impianto alla cabina di trasformazione per l'immissione nella rete della media tensione, il Genio civile, che in Sicilia è un'amministrazione regionale, conceda una specifica autorizzazione raccogliendo il nulla osta di una decina di enti diversi.

«Di fatto questo significa -- ha continuato l'imprenditore -- attendere svariati mesi con l'impianto finito e già attivo. Quando poi, dopo dieci o quindici mesi, si ottiene il parere favorevole. Questo viene inviato all'Assessorato regionale all'industria dove viene calendarizzato. Anche in questo caso, non passano meno di 3 mesi per avere questo ulteriore parere senza il quale non potete nemmeno iniziare gli scavi. Potete costruire il tetto fotovoltaico; magari dopo avere bonificato dall'amianto un tetto come quello di 32mila metri quadri, a Catania, dove sorgerà il tetto fotovoltaico integrato più grande del Meridione al quale stiamo lavorando.

«Potete montare la cabina, i quadri e gli inverter. Ma non potete fare la connessione.

«E' inutile dire -- ha aggiunto l'amministratore di Eco's -- che questo sistema è di fatto criminogeno e incentiva la corresponsione delle tangenti. Sarebbe sufficiente cancellare questa norma assurda e medioevale per riempire la nostra isola di migliaia di grandi e splendidi impianti solari integrati sui tetti di aziende, scuole, ospedali e chi più ne ha più ne metta.

«Il quarto Conto Energia -- ha aggiunto -- è forse l'ultima possibilità per smantellare i tetti in eternit che sono caratteristici tanto della Sicilia che della Lombardia. Non dobbiamo lasciarci sfuggire questa straordinaria opportunità.

«E dobbiamo anche smetterla -- noi imprenditori siciliani -- di pensare ed agire come la parola 'mafia" fosse un'etichetta che non possiamo scrollarci di dosso. Ho costruito nelle campagne di Corleone -- di Corleone! -- il più grande tetto solare della Sicilia; bonificando 13mila metri quadri di amianto. E non ho ricevuto né una richiesta di pizzo, né una minaccia né ho avuto un singolo problema in cantiere.

«Sono d'accordo con gli organizzatori -- ha concluso l'avvocato Macchiarella  -- l'energia solare è il futuro della Sicilia. E noi, tutti, dobbiamo collaborare per costruire questo futuro migliore, fatto di sviluppo economico e di risanamento ambientale».

Claudia Bettiol: La green economy è green policy

Claudia Bettiol il 18 Maggio 2011 alla Camera per il Seminario "Marcello Carapezza" «Faccio parte del consiglio di amministrazione di un’importante azienda del solare settentrionale -- ha esordito la teorica delle energie rinnovabili Claudia Bettiol --. Quando la banca ci ha finanziato un grande impianto fotovoltaico ci ha obbligato a prendere un derivato.

«Questo ve lo dico per farvi capire che, a un primo sguardo, l’energia solare è finanza. Questo non ci piace, naturalmente. Ma ha avuto ed ha un ruolo importante nella discesa dei prezzi in questi anni di boom, largamente non previsto.

«Ma quello che, più in profondità, bisogna comprendere è che la green economy è, innanzitutto, green policy. Invece di soffermarci sulle tecnologie, saliamo di un gradino. Guardiamo, per esempio, alla questione della rete elettrica: costruita per veicolare, in un sistema a stella, l’energia prodotta dalle grandi centrali, non è adatta ad assorbire l’energia  generata da milioni di impianti secondo la logica della generazione policentrica, o distribuita.

«Allora vediamo che l’auto elettrica, che all’apparenza riguarda un altro campo della green economy, diventa strategica per assorbire le grandi quantità di elettricità generata in maniera random dai campi eolici che ormai abbiamo numerosi anche nel nostro Paese. 

«Vediamo dunque che la green economy richiede subito una green policy da parte dei governi. E’ quello che ha fatto di recente la Danimarca.

«Ma se guardiamo alla Cina, che pure è responsabile di una quota gigantesca dell’inquinamento globale dovuta ai gas serra, vediamo come hanno costruito la politica della mobilità del 21esimo secolo.

«I cinesi hanno scritto: 'L’auto elettrica sarà il mezzo di trasporto del nuovo secolo. La Cina intende essere il primo produttore mondiale di automobili. La Cina sarà leader nella produzione mondiale dell’auto elettrica'.

«E questo lo hanno fatto da alcuni anni; e, di fatto, sono già i leader nell’autotrazione elettrica.

«Adesso guardiamo all’energia solare nel nostro Paese. Ci sono migliaia di imprese che installano gli impianti sui tetti. Ma queste imprese non sono solo e soltanto imprese di semplice installazione. La green economy è complessità in azione. Se io dico 'sistema energetico digitale' suona cool, vero?

«Ecco, se io dico che queste imprese installano 'sistemi energetici digitali' suona meglio; ma in realtà è quello che fanno. Nella logica dei sistemi complessi, gli impianti che montano queste aziende sono impianti che dovranno autoregolarsi, comunicando con la rete elettrica (digitale); e con quella delle abitazioni o delle aziende sui quali gli impianti sono costruiti.

Caludia Bettiol e Mimmo Fontana al Seminario "Marcello Carapezza" alla Camera «Ed ecco che l’impresa di 'installazione' deve progettare e realizzare questi sistemi complessi, in cui la regolazione e la capacità di prevedere la produzione svolgono un ruolo cruciale. E, con la diffusione esponenziale degli impianti, tutto questo non farà che assumere sempre maggiore urgenza e necessità.

«Lei, avvocato Macchiarella, dice cha abbiamo perso la partita del fotovoltaico. Ma a me del passato, pur condividendo quanto diceva il presidente Orlando riguardo le radici, non interessa se non come guida per evitare gli errori e rimodulare le scelte e i comportamenti.

«Se non faremo le celle solari non significa che non potremo fare i sistemi e, ad un livello ancora più alto, l'integrazione fra tali sistemi. Integrandoci pure il nostro gusto e la nostra sensibilità estetica: che non si replicano con tanta facilità, né in Cina né altrove. Io ero fra i valutatori dei progetti di Industria 2015; e nell'estate del 2008 mi sono letta i 1100 progetti presentati dalle imprese italiane. Posso assicurarvi che c'erano idee ed innovazioni che mantengono ancora oggi tutta la loro validità.

«Quello che manca quasi totalmente, in Italia, è la capacità di elaborarla e metterla in pratica una green policy all'avanguardia. Ma non c’è niente di male a copiare; e poi a declinare secondo Paese.

«Abbiamo l’esempio della Danimarca. Ma ci sono tanti altri Paesi regioni che hanno già cambiato il loro approccio all’energia: concepita, finalmente, come un diritto cui hanno appunto dignità di accesso tutti i cittadini.

«Non ci sono, io credo, due parole così tanto fraintese come 'efficienza energetica'. E qui non mi riferisco al concetto di consumo pro-capite o per azienda. Ma, al contrario, all’efficienza del sistema. Quella del sistema-paese. In California lo hanno capito da tempo. E, a presicendere dal governo di democratici o repubblicani, la curva dei consumi pro-capite che pure sono 3 volte quelli italiani ha iniziato da tempo la sua discesa.

«E guardate che noi dobbiamo mettere insieme efficienza e generazione pulita; risparmio e generazione autonoma dell’energia. Sono sfide tanto radicali quanto parodossalmente semplici: se solo saremo in grado di rivedere il modo con il quale, fin da piccoli, abbiamo guardato -- o non abbiamo guardato affatto, lasciando che altri lo facessero per noi -- all’energia.

«E la Sicilia, ne sono sicura, farà da antesignana in questo passaggio; per il quale mi congratulo per questo splendido seminario».

Mimmo Fontana: Guardare al futuro, e non al passato

Mimmo Fontana il 18 Maggio alla Camera per il Seminario "Marcello Carapezza" «Sono d’accordo con chi mi ha preceduto -- ha esordito Mimmo Fontana dal 2003 presidente di Legambiente Sicilia --. Il fotovoltaico, dopo il varo nel 2007 del primo Conto Energia, è stato in gran parte speculazione; ma utile speculazione. Ma speculazione che ha causato un crollo dei prezzi tale che noi, ad esempio, creando i Gruppi di acquisto solare in Sicilia siamo stati in grado di dotare 300 famiglie siciliane di impianti da 3 kW al prezzo di 10-11mila Euro. Due anni fa, questa cifra la dovevate raddoppiare.

«E la discesa non è certo finita. 

«In questo senso, e ne parlavamo con Mario ancora sabato agli European Solar Days a Palermo, noi di Legambiente o Mario stesso possiamo parlare di speculazione e desertificazione riferendoci ai campi fotovoltaici. Ma non possono farlo certo i politici, come quelli siciliani, che hanno appena varato l’articolo 8 di una legge finanziaria che consente, in campagna, di costruire e cementificare pressoché liberamente. 

«E lo stesso ragionamento vale per chi ha letteralmente cementificato la pianura veneta con un numero sropositato di capannoni che oggi non hanno più alcun valore, ma che resteranno là chissà per quanti anni ancora. 

«Alcuni agricoltori siciliani, visto lo stato di crisi devastante dell’agricoltura, hanno proposto e ottenuto di mettere il limite di 50 kW per ettaro perché hanno valutato che questo fosse il costo massimo sostenibile da un’impresa agricola siciliana. Che è come dire: la speculazione va bene, ma se a farla gli agricoltori. 

«Noi di Legambiente, invece, pensando alla generazione distribuita e al diritto di accesso di cui parlava l’ingegnere Bettiol, abbiamo proposto invano di eliminare i vincoli che rendono impossibile l’integrazione dei pannelli solari sui tetti degli eddifici di enormi parti di città, paesi e centri abitati della Sicilia senza che vi sia la benché minima ragione ambientale o estetica a giustificare questi assurdi divieti. 

«Io sono un ambientalista. E dunque sono un ottimista. Sono anche un architetto e so bene che il fotovoltaico del futuro, anzi quello del presente, è integrazione della funzionalità fotovoltaica nell’edificio. Nel tetto o nella facciata. Ma integrazione. E qui vediamo quando grandi siano le nostre carenze a livello di regolamenti edilizi comunali; e lo stesso ragionamento vale per il solare termico: sempre snobbato, ma di eguale importanza del fotovoltaico. 

«Dobbiamo lavorare tutti insieme perché l’energia solare sia il futuro della Sicilia. Ed è necessario che come dice l’ingegnere Bettiol, questo si traduca in green policy. Cioè buona politica. Che stabilisca poche regole chiare e precise. 

«Che cancellino norme assurde come il regio decreto di cui parlava l'avvocato Macchiarella. E rendano possibile seguire iter amministrativi rapidi e trasparenti che eliminano in radice la possibilità della corruzione proprio perché riferiti a norme chiare e precise».

Marcello Cacace: "Dov'è il trucco?"

Marcello Cacace il 18 Maggio 2011 alla Camera per il Seminario "Marcello Carapezza" «Vorrei fare la sintesi di tutto quello che ci siamo detti oggi -- ha esordito Marcello Cacace, dal 2009 presidente dei giovani imprenditori di Confindustria Palermo -- raccontandovi anche come e perché ci siamo trovati coinvolti nel campo dell’energia solare. 

«Nel 2009, appena eletto presidente, il professor Pagliaro mi venne a trovare proponendomi questa partnership con il Polo Fotovoltaico della Sicilia. Io accolsi subito l’idea, suggerendo che la formazione che avremmo organizzato insieme non fosse orientata né a formare installatori, che non sarebbe stato il luogo giusto; né a formare progettisti.

«Ma che fosse, invece, una formazione dal taglio manageriale: orientata a formare questi 'evangelisti del solare' in una logica imprenditoriale e di opportunità, innanzitutto economica, da cogliere. 

«So bene che c’è un notevole risparmio in termini di emissioni per ogni chilowattora di energia elettrica generato dal sole. Ma so bene, come imprenditore che possiede impianti che consumano quantità importanti di elettricità, che l’energia è denaro. 

«E questa cosa del denaro che piove dal cielo e che per raccoglierlo non bisogna fare altro che attrezzarsi, è una cosa che non passa. Perché si tratta di una cosa del tutto diversa da quella che facciamo noi imprenditori; che investiamo milioni di euro negli impianti. E poi dobbiamo andare sul mercato, nella competizione, per recuperarli.

«Qui il ritorno è certo perché garantito dall’esistenza stessa del sole; dalla natura rinnovabile di queste energie che, appunto, si rinnovano gratuitamente senza fine. 

«Quando lo spiego ai miei colleghi, la maggior parte non lo capisce. E mi chiede: 'Ma dov’è il trucco?' 

«'Com’è possibile, questa cosa? 

«In un certo senso li capisco perché noi sappiamo che sul mercato quando c’è qualcuno che guadagna c’è la concorrenza che perde. Ma qui, no. Qui vincono tutti. 

«Tutti quelli che hanno investito nell’impianto solare fra i miei colleghi imprenditori, oggi guadagnano raccogliendo i soldi dal cielo. All'inizio, a frequentare il Solar Master sono venuti da Bolzano piuttosto che da Roma e da Milano. Vedo qui in sala alcuni degli ex corsisti oggi divenuti imprenditori del solare. Allora, nel 2009, non ci credeva nessuno.

«Noi ci abbiamo creduto. E pur con tutti i problemi dovuti alla cattiva burocrazia e alla mancanza di politiche coerenti come quelli denunciati oggi, siamo felici di vedere che nel settore ci sono in Sicilia oltre 2mila occupati; e ci sono anche aziende, che io conosco bene, che producono i pannelli fotovoltaici e i sistemi solari termici completi.

«Se possibile, questo dimostra ancora una volta come coordinandosi e facendo sistema fra pubblico e privato, sia possibile recuperare gap che sembravano incolmabili. Oggi, la Sicilia guarda all'energia solare come una fonte certa di sviluppo economico e di risanamento ambientale. E noi siamo lieti, per una volta, di poter dire: 'lo avevamo previsto; e abbiamo fatto qualcosa per supportare questo processo'».

Rassegna stampa

Invito al Seminario "Carapezza" il 18 maggio 2011 alla Camera dei Deputati Una lista non esaustiva degli articoli dedicati all'evento

Seminario "Marcello Carapezza"

Parte di una vasta serie di  attività finalizzate al seeding culturale del territorio, dal 2004 il Laboratorio di Mario Pagliaro al Cnr di Palermo organizza il Seminario dedicato a Marcello Carapezza (Tiff), il grande geochimico e intellettuale siciliano. Alla sua vicenda umana e scientifica è anche dedicato lo studio «“Of sea urchins, volcanoes, earthquakes... and engagement”: The lives of Marcello Carapezza and Alberto Monroy as a source of inspiration in facing the threats and the opportunities of Italy’s university system», Science in Context, 20 (2007) 679-691.

Inaugurato nel 2004 da Francesco Giavazzi seguito nel 2005 da Andrea Granelli e da Giuseppe De Rita nel 2006 il Seminario è stato anche tenuto a Palermo da Jean-Marc Lévy-Leblond nel 2007, e da Loretta Napoleoni nel 2008. Tutti i loro interventi sono disponibili online sul sito www.i-sem.net.

SuNEC 2011

Il Seminario è stata anche l'occasione per presentare alla stampa la conferenza Sun New Energy Conference and Exhibition (SuNEC 2011) in programma in Sicilia dal 5 al 7 luglio. Intervengono alla conferenza alcuni dei maggiori esperti mondiali nella conversione dell’energia solare. Fra gli altri, l’italiano Vincenzo Balzani dell’Università di Bologna, il cileno Aldo Steinfeld del Politecnico di Zurigo, l’americano Ralph Nuzzo della University of Illinois e il greco Athanasios Konstandoupolos del CERTH di Tessalonica.