«Empty
words just add carbon dioxide». Ovvero, la parole vuote non fanno che
aggiungere anidride carbonica. E' lo slogan mutuato dalla pubblicità di una
multinazionale dell'energia che ispira l’incontro pubblico "Dal sole e dalla
terra. La nuova energia per la Sicilia" in programma mercoledì 3 ottobre
alle 9,30 a Bagheria presso la Villa dei Principi di Cattolica.
I nuovi polimeri fotovoltaici; il biodiesel; il metano usato nelle celle a combustibile per generare caldo, freddo ed elettricità; gli interventi del Governo e quelli della comunità scientifica per la diffusione delle nuove tecnologie; la testimonianza delle imprese passate realmente al fotovoltaico. Sono gli argomenti del seminario organizzato dall'Institute for scientific methodology (Isem), in collaborazione con la Cisl, la città di Bagheria e il consorzio Metropoliest.
Ne discutono Biagio Sciortino (sindaco di Bagheria), Mario Pagliaro (Isem, Cnr), Sergio D'Antoni (viceministro dell'Economia), Marcello Gulisano (Agroenergia Sicilia), Guido Bissanti (Ordine degli Agronomi), Ignazio Licata (Isem), Ferdinando Calaciura (Donafugata) e Giuseppe Lupo (Cisl).
«E' paradossale -- dicono Pagliaro e Licata -- che la Sicilia, esportatrice di energia elettrica e di petrolio, paghi l'energia elettrica oltre il doppio che al centronord; oppure che da noi il solare fotovoltaico installato sia inferiore a quello di Bolzano. Con il petrolio a 85 dollari al barile e la crisi ambientale in corso, è giunto il tempo di avviare in Sicilia trasformazioni profonde e progressive coinvolgendovi la comunità».«Lo scopo dell’incontro - aggiungono Licata e Pagliaro -- è quello di proporre a in modo semplice a imprese, pubbliche amministrazioni, banche e famiglie soluzioni praticabili e innovative su un tema di grande interesse sociale, economico ed ambientale».
Dalla loro
introduzione commerciale all'inizio degli anni '70 dello scorso secolo, i
pannelli solari fotovoltaici basati sui “wafer” di silicio per la generazione
di elettricità hanno goduto di ampi sussidi pubblici. Ancora oggi, produrre ed
installare simili pannelli per produrre 1 kW di potenza costa
6500
euro.
L’industria dei prodotti fotovoltaici ha un fatturato globale di soli 10.8 miliardi di $ e, sebbene sia in crescita dal 2002 ad un tasso del intorno al 30% annuo, contribuisce per meno dello 0.1% dell’industria globale dell’energia (15 TeraWh, una quantità che a sua volta cresce ogni 10 anni dell’equivalente dell’intero consumo energetico americano corrente).
Eppure, la crisi ambientale ed energetica globale ci richiede di fare dell'energia solare una fonte energetica maggiore. Per riuscirci, abbiamo bisogno di un processo di innovazione tecnologica rivoluzionario, e non semplicemente evolutivo. Ed è quello che sta per accadere con le celle solari in plastica di imminente commercializzazione.
I “wafer” di silicio sono spessi, fragili e molto costosi; i moduli fotovoltaici flessibili sono film a basso costo che aprono la via ad una diffusione di massa della tecnologia. Stampati su rullo proprio come i giornali (foto), vengono poi facilmente applicati a tetti, pareti e finestre.
Oltre ad una riduzione del costo di produzione, i nuovi prodotti fotovoltaici in questione invece che richiedere maggiori installazioni solari, saranno basati quindi sull’integrazione a basso costo della funzionalità fotovoltaica in manufatti e strutture di uso quotidiano come le finestre, le pareti e i tetti. In questo modo, i prodotti in questione renderanno l’energia solare conveniente e facilmente accessibile.
Il biodiesel è un combustibile derivato da oli vegetali e l'Italia ne è il terzo produttore europeo con 447mila tonnellate. Le celle a combustibile sono pile ad altissima efficienza alimentate da un combustibile come il metano in grado di generare elettricità e calore con rendimenti superiori all'80%. Così, invece di bruciare in caldaia il metano -- che ha ormai raggiunto il prezzo di 30 centesimi a metro cubo -- aziende ed ospedali possono farsi da sé l'energia come avviene ad esempio al Policlinico di Magdeburgo.
Donnafugata produce dal sole il 30% del fabbisogno energetico delle sue cantine vinicole in Sicilia. La Sicilia è la regione europea con la maggiore irradiazione solare (anche 1700 kWh/m2 per anno) ed è meta di ben due metanodotti, uno proveniente dalla Libia e l’altro dall’Algeria (oltre ad avere il proprio metano estratto ad esempio nel Ragusano).