I
Gruppi di ricerca di Mario
Pagliaro al CNR,
Ignazio Licata
all'ISEM e
Leonardo Palmisano all'Università
degli Studi di Palermo hanno costituito nel dicembre 2007 il Sicily's
Photovoltaics Research Pole. Il nuovo Polo conduce attività di ricerca e formazione sulle
celle solari fotovoltaiche di nuova generazione ed è stato presentato al
pubblico -- con l'alto patrocinio del Senato della Repubblica -- il
23 gennaio 2008 a Bagheria (PDF), al Palazzo Cutò d'Aragona,
alla presenza del direttore del Polo Solare Organico
del Lazio
Aldo di
Carlo.
Due euro a Watt. Ovvero 6mila euro per la tipica potenza di 3 kW necessaria ad un’abitazione media. Eccolo, lo straordinario prezzo praticato a inizio 2009 in Sicilia dal primo produttore di moduli fotovoltaici al mondo. In breve, si è passati da 6 a 2 euro per watt in meno di 18 mesi; aprendo così le porte dell’energia solare a tutti; e specialmente ai meno abbienti.
L’ambientalista “scettico” Bjorn Lomborg si è sbagliato. Gli incentivi statali alla produzione di elettricità solare, l’unica veramente pulita, varati prima in Germania e in Spagna e poi in Italia, Francia, Belgio e in molti altri Paesi non sono un modo con cui i poveri (con il sovrappiù pagato nella bolletta elettrica) finanziano i ricchi (che in banca si fanno anticipare i soldi per l’acquisto dell’impianto). Al contrario, si tratta di un formidabile strumento di politica industriale che ha causato l’esplosione della domanda e quindi il moltiplicarsi dell’offerta. E con esse la ripresa di attività di ricerca e sviluppo che erano state abbandonate per 30 anni. Rapidamente sono arrivate sul mercato tecnologie nuove (a “film sottile”) molto più economiche, cui i produttori dei pannelli solari tradizionali al silicio hanno risposto aumentando drasticamente la produzione. La crisi finanziaria globale, infine, ha determinato una riduzione repentina del prezzo di tutte le materie prime, incluso il silicio utilizzato per la produzione del 90% dei moduli ancora oggi installati in tutto il mondo.
Con 1,2 miliardi di euro di fatturato stimati per fine 2009 e un tasso di crescita superiore al 200% quella fotovoltaica è l’industria con il più alto tasso di crescita nel Paese. Il numero di imprese nel settore è passato da 20 a oltre 200, con oltre 8.000 addetti. La gran parte delle imprese sono attive nella parte terminale della filiera, come l’azienda di Catania che dopo aver realizzato una prima serra fotovoltaica da 40 kW si appresta a per l'azienda agricola Murgo, ne sta realizzando un’altra – immensa – da oltre 7 MW nel territorio di Caltagirone dove cresceranno una varietà di coltivazioni ad alto valore aggiunto in una tipica soluzione multifunzionale BIPV.
«Alla fine degli anni ’90 - ripete spesso l’ex patron di ST Pasquale Pistorio - mancammo l’occasione di trasformare la Sicilia attraverso una crescita più robusta della ST». E il perché di questa occasione di sviluppo mancato sta nel fatto che il management di ST invece di puntare sulla produzione di moduli fotovoltaici, scelse di continuare a fare la cosa sbagliata – microprocessori – nel modo giusto (con formidabili tecnologie proprietarie). Ma questo è quello che accade sempre con le curve di crescita rapida: a una fase di crescita sostenuta, seguono prima la stasi, e poi la decrescita. E il management della ST, che da tempo operava propri impianti a Shenzen, in Cina, sapeva che tutta la produzione sarebbe finita in Cina proprio per i bassissimi costi dell’energia. Un errore ancor più grave considerato che le stesse tecnologie di stampa serigrafica applicate al silicio per la produzione dei microprocessori possono facilmente essere estese alla produzione dei moduli fotovoltaici a film sottile. Dieci anni dopo le considerazioni di Pistorio, i Comuni della Sicilia sono quasi tutti prossimi al default finanziario e non riescono più a pagare le bollette elettriche.
Ecco allora cosa fare. Il Comune decide di costruire una centrale elettrica fotovoltaica in Conto Energia, diciamo da 1 MW, utilizzando moduli di nuova generazione. Per acquistarli, ricorre a un prestito da parte della Cassa e depositi e prestiti dello Stato. Ma stavolta, invece di costruire parcheggi o stadi che nessuno usa, l’investimento è fruttifero. Genera reddito pagato dallo Stato in contanti ogni 2 mesi, mentre l’elettricità generata serve ad alimentare uffici, scuole, piscine e ospedali. E quando l’investimento si sarà ripagato ecco che il Comune continuerà a usare gratuitamente l'energia del Sole l’energia per garantire i pubblici servizi.
Nel management, come in politica, mai fidarsi degli scettici!